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Le nostre vite sono circondate dai colori; basti pensare alla natura e alle sue stagioni, agli alimenti, agli elementi che fanno parte del nostro quotidiano come auto, vestiti, libri, arredamento… I colori sono in grado di provocare risposte emotive ed atteggiamenti psicologici diversi in ciascuno di noi. Nel campo della grafica hanno un ruolo primario.

Quanto contano i colori nella strategia di branding

I colori giocano un ruolo fondamentale, condizionano la percezione che il consumatore ha di un brand, di un prodotto, di un servizio e di conseguenza, senso di fiducia, interesse e identificazione; se utilizzati sapientemente, possono diventare un importantissimo strumento nel campo del marketing e della pubblicità.

La psicologia dei colori può aiutare a comprendere come le diverse sfumature vengano percepite, per utilizzarle per creare strategie adeguate e affermare un marchio sul mercato, comunicando efficacemente con il pubblico.

Abbiamo sentito parlare di colori caldi, che trasmettono per esempio vicinanza, tenerezza, positività, gioia e colori freddi, che portano invece tranquillità, serietà, freschezza.

In questo articolo vogliamo spiegarti il significato dei colori principali e i loro simboli, in modo da aiutarti a individuare quelli che fanno proprio al caso tuo!

Significato del colore blu

Il colore blu è associato al mare e al cielo. È un colore rilassante che trasmette stabilità, calma, armonia, fiducia e sicurezza.
È il colore preferito dalla stragrande maggioranza delle persone, ecco perché i marchi lo usano così tanto (come Facebook, Twitter, Samsung).

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Significato del colore rosso

Il rosso è il colore del fuoco, della fiamma, della forza. È potente e molto visivo, rappresenta l’amore e l’odio allo stesso tempo.
Un colore che chiama all’azione a prima vista e che ricorda energia, stimoli e coraggio. È spesso associato alle vendite promozionali. Ma, attenzione, è dei colori che nella strategia di branding deve essere usato con moderazione e nella giusta misura, poiché è troppo impressionante e arriva a saturare.

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Significato del colore verde

Il verde è legato all’ecologia, poiché spesso associato alla natura. Ma, d’altra parte, significa anche denaro, speranza, armonia, pace, salute, guarigione, fertilità, o equilibrio.
Di solito è utilizzato in marchi strettamente legati all’ambiente o destinati appunto alla natura come il giardinaggio, ma anche nel settore sanitario e alimentare per comunicare un messaggio di benessere e salute. È perfetto da usare in questi tipi di marchi, poiché è un colore molto rilassante, che rassicura.

Significato del colore giallo

Il colore giallo è usato per simboleggiare gioia, felicità, ottimismo, speranza e intelletto. Stiamo parlando di un colore vivace, energetico e allegro, caratteristiche spesso associate ai bambini: usare il giallo per comunicare con loro è infatti un’ottima idea. È un colore che attira l’attenzione e può essere utilizzato per segnalare e associare prodotti a qualcosa di positivo. Viene spesso impiegato nelle vetrine dei negozi.
Meglio non esagerare con l’uso, poiché provoca un effetto di affaticamento visivo: usarlo nella giusta misura è la migliore opzione.

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Significato del colore arancione

L’arancione è una combinazione di rosso e giallo che rappresenta creatività, qualità e calore; e come variante dei colori precedenti, è molto stimolante.
È ampiamente utilizzato per sostituire il rosso negli inviti all’azione, poiché non satura tanto e cattura la nostra vista dal primo istante. Può essere usato quando si vuole comunicare amichevolmente con il target e si vuole trasmettere un messaggio di ottimismoIdeale per comunicare con gli adolescenti. Pertanto, è uno dei colori più utilizzati nella pubblicità, che aiuta a stimolare gli acquisti.

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Significato del colore nero

Il colore nero significa eleganza, potenza, glamour e raffinatezza, ma anche autorità, potere e rispetto.
È un colore molto utilizzato in marchi di alto prestigio rivolti a un pubblico di alta classe, come il settore della moda. Molto usato da avvocati, architetti o da personalità che vogliono mettere in luce autorità e potere.
Con il nero è possibile creare effetti molto minimalisti.

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Significato del colore viola

Il colore viola è associato al potere, lusso, ricchezza, saggezza, qualità, creatività. È un colore ricco di significati forti. Tuttavia, a seconda della tonalità di viola, può essere quanto detto sopra o può essere associato a qualcosa di economico e cattiva qualità: meglio stare attenti con le sue sfumature.
Viene spesso utilizzato nei prodotti di bellezza femminile.

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Significato del colore rosa

Il colore rosa trasmette calore, femminilità, amore e sessualità. Usato nel settore dell’infanzia simboleggia fascino e affetto.
Sebbene sia una variante del rosso, non è un colore molto stimolante, ma piuttosto calmo, a meno che non usiamo una tonalità fragola appariscente.
È un colore psicologicamente molto potente, soprattutto per il pubblico femminile, quindi mette in risalto gli elementi grafici per attirare l’attenzione dei nostri occhi.

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In conclusione

Devo prendere in considerazione il colore per il mio LOGO? !

Il colore vende, e non serve solo ad attirare l’attenzione e convertire, ma a comunicare. Devi scegliere il colore in base a ciò che vuoi trasmettere al tuo pubblico, ma anche in base a cosa significa o rappresenta il tuo marchio.
Una volta analizzati i significati dei colori e appurato il messaggio che vogliamo comunicare, la scelta migliore è quella di usare buon senso e creatività, per un risultato davvero soddisfacente.

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In oltre 40 anni di attività, lo Studio Arcioni ha consolidato la propria esperienza nell’assistenza a PMI italiane e branch di gruppi multinazionali, a cui presta consulenza tributaria, societaria e contabile. Da poco ha deciso di rinnovare il sito e noi abbiamo intervistato il Dott. Nicola Arcioni per capire come è andata questa nuova collaborazione.

Ci può raccontare la storia dello Studio Arcioni e come è composto?

Lo Studio è stato fondato da Sandro Arcioni nel 1978 e si è costruito negli anni una solida reputazione nell’assistenza alle PMI, a gruppi multinazionali e anche a famiglie e persone fisiche.

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La Home Page del nuovo sito internet

Chi sono i vostri clienti principali?

Il core business della Studio è l’assistenza societaria e fiscale ad aziende e imprese di tutte le dimensioni. Abbiamo tra i nostri clienti società che fatturano oltre 500 milioni di euro e lavoratori autonomi che si avvalgono dei regimi di favore.

Assistiamo clienti che operano in tutti i settori, dall’industria metallurgica, alle agenzie di somministrazione lavoro interinale, dai produttori di energie rinnovabili alle start-up bio-mediche.

Recentemente, la clientela internazionale (gruppi stranieri che investono o costituiscono branch in Italia) ha avuto un grande impulso.

Come è cambiato il vostro ruolo professionale in questi ultimi anni di pandemia? 

L’attività non ha subito dei cambiamenti radicali, ma si è sempre più adattata alle innovazioni tecnologiche e ai nuovi strumenti di comunicazione e interazione con clienti e aziende.

Quanto sono importanti per la vostra attività le nuove tecnologie e in particolare un sito web personale?

Le nuove tecnologie sono da anni fondamentali nella nostra attività, e gli investimenti in software e strumenti innovativi hanno un peso significativo nella nostra gestione finanziaria.

Il sito web rappresenta per noi, al momento, una vetrina irrinunciabile, soprattutto nei confronti della clientela straniera, che magari arriva a noi per il passaparola, ma non conosce le persone che fanno parte del nostro team nè il nostro modus operandi.

In quale modo il sito realizzato da Zero Pixel rispecchia il vostro Studio? 

Abbiamo cercato di dare un’impostazione sobria ed elegante, dalla quale emergesse un’immagine di serietà e autorevolezza.

Com’è stata la collaborazione con Zero Pixel?

Marco è un amico relativamente recente per me, ma con il quale è stato facile fin da subito creare sintonia e fiducia. Conoscendoci, e raccontandoci delle nostre attività, abbiamo presto trovato un terreno comune sul quale collaborare, spero anche in futuro.  

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Il 16 Marzo 2022 Google ha annunciato che a partire dal 1° luglio 2023 tutte le statistiche Universal Analytics smetteranno di registrare le visite dei siti Internet, mentre Analytics 360, dato che questa tipologia è stata introdotta più di recente, queste smetterà di elaborare i nuovi dati a partire dal 1 ottobre 2023.

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METABAR

Il primo metabar del mondo, seppur temporaneo, è stato inaugurato il 6 aprile da Heineken a Milano, all’Arco Della Pace.

I Caselli Daziari sono stati allestiti con installazioni visive tali da rendere quasi virtuale il locale per la presentazione della nuova birra Heineken Silver. Questo evento ha dato una continuità fisica al prodotto già presentato a marzo su Decentraland, la nuova ‘second life’ basata su blockchain Ethereum.

Il tutto è durato soli 5 giorni, fino a domenica 10 Aprile.

Come è stato organizzato il meta bar

Obbligo di registrazione all’esterno del locale per ricevere via mail il token da validare all’ingresso da un buttafuori virtuale.

All’interno due banconi da bar virtuali, un deejay set ibrido con la versione avatar alle spalle del deejay reale, una gaming room con AI e una sala dance con avatar, una stanza in stile Decentraland.

A differenza dell’evento di lancio nel metaverso, questa volta la birra era reale e per riceverla bastava pagarla e ordinarla ad un barman virtuale.

In una stanza, si veniva vestiti con abiti da avatar per potersi esprimere in modo creativo con un effetto ora molto di moda sugli smartphone.

Metabar e comunicazione

Il target: la gen-Z, o almeno, la parte di questa over 18.

Diciamolo subito, è stata una bella trovata di comunicazione e quasi tutto è stato curato nei dettagli, senza lasciare un pixel libero.

Ho detto ‘quasi’ perché è in qualche caso mancato l’elemento più importante, quello umano, soprattutto quando è stato negato l’accesso ad un ragazzo della gen-Z stessa perché minorenne, poi invece consentito grazie all’intervento dei buttafuori reali (nota: altri ragazzi avevano avuto libero accesso in quanto figli dei dipendenti della società organizzatrice o almeno così ci è stato detto).

Si è parlato molto di questo evento ma in molti all’interno del bar non avevano idea di cosa fosse il metaverso e questa iniziativa sicuramente contribuirà a diffonderne la conoscenza.

A rendere ancor più interessante l’evento la presenza numerosi ospiti tra cui artisti NFT, dee-jay, musicisti e comici.

Se questo metabar è stato un test temporaneo siamo abbastanza certi che tra non molto questi nuovi format troveranno il loro spazio phygital nella speranza che l’elemento umano conservi un ruolo importante.

metabar
metabar

Anche l’evento più bello e fantastico del mondo, per non diventare un disastroso flop, ha bisogno di una programmazione accurata e del supporto nei contenuti di una massiccia e ben studiata campagna di content marketing: rischiare una bassa visibilità e, di conseguenza, poca affluenza del pubblico, è il risultato che nessuno vorrebbe avere.

Un evento è un momento particolarmente importante per un’azienda, un’esperienza da veicolare con attenzione per poter aumentare la propria brand awareness.

Oggi, più che mai, i social network hanno un ruolo essenziale in tutto ciò.

Soprattutto con l’attuale massiccia presenza di pubblicità in rete di eventi di qualsiasi tipo, diventa sempre più importante strutturare un piano che sia il più efficace e originale possibile, così da uscire dalla “massa”.
Parliamo di testi, ma anche di immagini e video che devono essere innanzitutto di qualità, oltre che pubblicati e prodotti con tempestività e frequenza. Infine, è importante che siano studiati ad hoc per ogni canale e quindi adattati al target di riferimento.

La strategia del content marketing

Vediamo qualche primo passaggio.

Innanzitutto bisogna avere ben chiari lo scopo dell’evento, il perché è stato organizzato e in quale ambito.
In questo modo la strategia di comunicazione può essere il più efficace e mirata possibile.

A questo punto bisognerà pensare, in base al pubblico di riferimento che è stato individuato, a quale tra i diversi formati di contenuti vogliamo proporre, perché nel content marketing se ne possono trovare davvero un’ampia varietà: contenuti visuali immediati, come può essere un’infografica, ma anche video o brevi racconti come storytelling. Si può provare le differenti tipologie per poi vedere quale è la più efficace.

L’importante è saper generare contenuti che suscitano attesa e nello stesso tempo siano autorevoli, insomma, “ufficiali“. Si può pensare di svelare qualcosa del backstage oppure anticipare qualche momento particolare che avverrà durante la manifestazione.

Verrà quindi definito un tono di voce, mirato e specifico, da utilizzare: è il modo con cui il messaggio viene percepito dal pubblico e deve essere in grado, anche (anzi, meglio) in poche parole, di trasmettere il messaggio.

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Il ruolo dei social network

Il ruolo dei social network, come abbiamo anticipato, è importantissimo: bisogna innanzitutto capire quali sono quelli più adatti a promuovere il nostro evento e quindi creare un piano editoriale che li coinvolga. Possono creare e veicolare contenuto ma anche semplicemente essere un importante punto di passaggio verso un sito web. 

Ma quali sono le informazioni basilari da dare in merito a un evento? Vediamo le principali.

  • Il luogo
  • Data e la durata dell’evento
  • Il programma dettagliato
  • Se l’evento è gratuito o, in caso contrario, qual è il costo del biglietto
  • Informazioni di tipo logistico (per esempio quali mezzi prendere per raggiungere il luogo della manifestazione)

I testi devono essere accompagnati da fotografie, immagini e contenuti di qualità e interessanti. Possono riguardare ospiti, gli eventuali partner della manifestazione o semplici curiosità per attirare l’attenzione di chi legge. Lo scopo è raggiungere più pubblico possibile.

E quando comincia l’evento… comincia il bello! Bisogna cercare di mantenere l’attenzione costante e aggiornare quanto più possibile chi ci sta seguendo, come se fosse presente lì con noi.

Come? Lo vediamo nel prossimo articolo!

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Roberto Rinelli, preparatore e fisioterapista di Cerba HealthCare Italia, spiega come allenarsi meglio e prevenire gli infortuni: analisi di postura e biomeccanica per programmi personalizzati e test drop-fall per monitorare la riabilitazione dopo un intervento al crociato.
L’esperto: «Innovazioni non solo per i campioni, migliorano attività e il benessere degli sportivi di ogni livello».

Medicina, tecnologia e sport: un connubio che siamo abituati a immaginarci al servizio dei grandi campioni diventa sempre più accessibile anche agli atleti amatoriali
E a fare da apripista in questo senso è il running, disciplina che torna protagonista con la bella stagione e con l’intensificarsi delle manifestazioni podistiche.
È giunto quindi il momento, per gli sportivi di ogni livello, di scoprire tutte le ultime novità in fatto di test, esami e soluzioni per l’allenamento.

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Roberto Rinelli, preparatore e fisioterapista responsabile di Cerba HealthCare Italia

A parlarne è Roberto Rinelli, preparatore e fisioterapista responsabile di Cerba HealthCare Italia, centro specializzato nelle attività di alto livello legate al running.
«Negli ultimi anni le tecnologie sanitarie al servizio dei runners hanno avuto uno sviluppo enorme – commenta Rinelli – e sono un valido alleato non solo per chi punta a migliorare la performance, ma anche per tutti coloro che hanno come obiettivo la salute e il benessere. Infatti correre bene è una competenza che va acquisita per stare bene e muoversi meglio.
Tutto deve partire da una valutazione corretta e approfondita delle caratteristiche individuali di ogni atleta: è qui che entra in campo una medicina di precisione, personalizzata al massimo, in grado di seguire l’atleta nel tempo».

Fra le ultime novità in materia ci sono quelle che mettono sotto la lente la postura di corsa.
«Uno strumento particolarmente efficace – spiega Roberto Rinelli – è la video analisi a 360° con un software che rileva gli errori nella tecnica di corsa e nell’appoggio del piede con il conseguente orientamento alla scarpa. Questa valutazione funzionale della cinematica del gesto sportivo, attraverso un sistema inerziale, è la soluzione ideale per tutte le tipologie di atleti che vogliono monitorare e migliorare le loro performance e prevenire gli infortuni».

Assieme a questo test è utile eseguire un’analisi della biomeccanica di corsa tramite elettromiografia: semplificando molto, si tratta di un esame in cui dei sensori analizzano quando si attivano i muscoli. «Con il sistema BTS FREEMG – prosegue Rinelli – otteniamo dati oggettivi e quantitativi relativi all’attività muscolare e ai parametri cinematici, in modo da procedere a una valutazione funzionale dello stato di attivazione delle catene muscolari, fornendo indicazioni riguardo il momento, la durata, e l’entità dell’attivazione muscolare durante la corsa. In questo modo possiamo per esempio scoprire delle differenze fra un arto e l’altro, cosa che ci permetterà di attuare degli esercizi appropriati per ripristinare la simmetria».

Altro ambito fondamentale è quello che riguarda la riabilitazione e la prevenzione degli infortuni e re-infortuni. Una delle ultime novità in questo senso, spiega Roberto Rinelli, è il protocollo Drop-Fall, e cioè «un test di pre-attivazione muscolare altamente predittivo della probabilità di rottura del legamento crociato anteriore. È particolarmente indicato nei soggetti che sono già stati operati e che vogliono monitorare il percorso di riabilitazione prima di tornare alla pratica sportiva».

Sono tutte analisi veloci, accurate e non invasive che possono essere effettuate nei centri Cerba HealthCare Italia e che fanno davvero la differenza nel realizzare programmi di allenamento efficaci perché calibrati sulle caratteristiche e sulle esigenze di ogni singolo individuo.

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Il team di Cerba HealthCare Italia alla Milano Marathon

A proposito di Cerba HealthCare Italia

Cerba HealthCare Italia fa parte di un gruppo internazionale dedicato alla diagnostica ambulatoriale e alle analisi cliniche presente in 16 nazioni, è specializzata nei settori dei laboratori analisi, medicina dello sport, medicina del lavoro, radiologia, poliambulatori e service lab. Nel nostro Paese conta oltre 1.850 addetti, più di 440 tra centri medici e di prelievo, 23 laboratori. Ogni anno esegue più di 25 milioni di esami e offre i suoi servizi a oltre 6 milioni di pazienti. 

www.cerbahealthcare.it

generazioni marketing

È fondamentale comunicare alle diverse generazioni e impostare le attività di marketing nel modo corretto. Per farlo bisogna conoscerle bene.

Col passare degli anni e con i cambiamenti socio-economico-culturali sono state clusterizzate diverse generazioni, accumunate da caratteristiche che le contraddistinguono. Pur non amando le generalizzazioni, in questo caso possono essere utili per capire e per poter comunicare nel modo adeguato con le persone che ne fanno parte.

Estratto dal libro CHANGE MARKETING

Dai baby boomers, la generazione che nel dopo guerra ha costruito il mondo per come lo conosciamo, ai nativi digitali della Generazione Z il cambiamento è epocale. L’ultima generazione, Alpha, è ancora in fase di studio.

Sugli anni di segmentazione ci sono modelli discordanti. Per esempio la generazione Z per molti comprende anche i nati nel 2010. Ci atteniamo qui a quanto indicato da Philip Kotler in Marketing 5.0.

Le 5 generazioni e i loro brand
Le 5 generazioni e i loro brand. Fonte: Marketing 5.0 di Philip Kotler

Suddivisione delle generazioni:

  • Baby Boomers: nati tra il 1946 e il 1964.
    Istruzione medio-alta, ribelli, forte orientamento al lavoro e importanti disponibilità economiche, preferiscono brand consolidati e pagare in contanti.
    Guardano la TV, sono su Facebook ma non interagiscono molto.
    Prediligono una comunicazione diretta, faccia a faccia.

  • Generazione X: nati tra il 1965 e il 1980.
    Autonomi, molto propensi all’innovazione sono i digital adopter, i primi ad aver vissuto la trasformazione tecnologica con l’avvento dei computer.
    Sono in bilico tra l’auto-affermazione e l’auto-distruzione, molto attenti all’educazione dei figli e mixano bene i rapporti face-to-face con quelli digitali.
    Ascoltano musica anni 80 e 90, sono devoti alla famiglia e fedeli ai trend della loro giovinezza.
    Il loro media preferito è il computer e sono molto attivi sulle piattaforme social, in particolare Facebook e YouTube.

  • Generazione Y: nati tra il 1981 e il 1996.
    Anche chiamati ‘millennials’, hanno abbracciato la crescita veloce della spinta tecnologica.
    Sono i promotori della sharing economy e spesso condividono casa, auto e oggetti con altre persone.
    Sono sempre connessi su tablet e smartphone, attivi su tutti i principali social media tradizionali in particolare Facebook, Instagram e YouTube.
    Vogliono scegliere i contenuti video e audio e non sopportano le interruzioni.

  • Generazione Z: nati tra il 1997 e il 2009.
    Sono i primi nativi digitali e la tecnologia è una loro naturale estensione funzionale ed espressiva.
    Iperconnessi, veloci e multitasking sui loro smartphone, non sono fedeli ai brand e preferiscono quelli coinvolgenti ed emozionali.
    Hanno un’attenzione bassa, di durata sotto ai 5 secondi e prevalentemente visiva che va intercettata in pochi istanti durante il passaggio da una app ad un’altra.
    Sono attivi su tutti i media, nella realtà virtuale, nei videogiochi e su TikTok.
    Hanno un profilo Facebook che non utilizzano.

  • Generazione Alpha: nati, o che nasceranno, dal 2009 al 2025.
    È la prima generazione nata interamente nel XXI secolo e cresciuta con uno smartphone connesso al ciuccio.
    Abituati a ricevere messaggi istantanei sono sempre collegati a Internet.
    Sono in fase di studio in quanto gli Alpha più anziani hanno oggi 13 anni e questa generazione si sta sviluppando in questi anni.

Tra gli estremi Boomers-Alpha ci sono molteplici sfaccettature, interessanti e utili da approfondire.

Il marketing deve tenere presente questo fattore nelle strategie di comunicazione, mirate sulle buyer persona definite, di cui parleremo in un prossimo articolo.

Lettura completa sul libro: CHANGE MARKETINGAcquista su Amazon

libro change marketing
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Abbiamo intervistato Sergio Cristiani, fondatore di Birrificio Oltrepò, in occasione dell’acquisizione del marchio “Birrificio Pavese”, la rivisitazione del logo e di tre birre storiche.

Buongiorno Sergio, a inizio marzo il “Birrificio Oltrepò” ha annunciato di aver rilevato il marchio “Birrificio Pavese”. Che cosa ha comportato l’acquisizione?

Il Birrificio Oltrepò è nato nel 2014 a Valverde e si è specializzato nel produrre birre utilizzando ingredienti del territorio quali mieli e mosto di vino. Ha raggiunto nel 2019, ultimo anno prima del covid, i 50.000 litri prodotti e venduti, pari a circa lo 0,1 % del mercato nazionale della birra artigianale.

Poi però la pandemia ha causato un calo di fatturato di oltre un terzo, e questo ci ha spinto a rivedere la nostra strategia.

Da qui è nata l’idea di affiancare a un marchio affermato (sul territorio ma anche a Milano e in Liguria) come Oltrepò un marchio che avesse birre più semplici, una comunicazione più sbarazzina e una diversa connotazione territoriale.

Si tratta di un primo step di un progetto più articolato che ci porterà all’acquisizione di un impianto di produzione dalla capacità di circa 200.000 litri annui. E da qui l’idea di far rinascere il marchio “Pavese”, che ormai era presente solo marginalmente sul mercato.

Quali sono le birre che sono state rivisitate dopo questa acquisizione?

In prima battuta abbiamo rielaborato tre ricette “storiche” del Birrificio Pavese.

La Bliss è una birra chiara, beverina da circa 5 gradi. Si tratta di una “summer ale”, cioè una birra caratterizzata da luppoli fruttati che regalano una sensazione di freschezza.

Abbiamo poi la Mayflower, birra ambrata in stile American Pale Ale, ricca di luppoli americani con un buon grado di amaro.

Infine la Trip hop, una session IPA che ha la caratteristiche di essere gluten free.

Abbiamo poi in progetto nuove birre che saranno presentate nei prossimi mesi con una veste grafica molto divertente e provocatoria, come deve essere l’immagine ed il concetto stesso di birra artigianale.

Quali sono stati gli obiettivi che vi siete posti con Zero Pixel per il restyling?

Volevamo innanzittutto dare una connotazione territoriale Pavese, in quanto non esistono birrifici artigianali di Pavia. Da qui la rivisitazione del logo, con la “trasformazione” dell’oca presente nel precedente marchio in un airone, più tipico della zona del pavese, e l’aggiunta del ponte coperto stilizzato.

Anche le etichette hanno seguito la stessa impostazione, giocando sull’abbinamento di colori vivi e con una foto di Pavia che spazia dal Borgo Ticino al Vul, con il ponte coperto sempre in evidenza.

Che riscontri hai avuto delle nuove etichette?

Il progetto è stato lanciato inizialmente sia a Pavia che su Milano ed in Emilia. A Pavia le etichette sono piaciute molto in quanto si percepisce una forte connotazione territoriale, con immagini familiari e colori allegri.

Anche fuori da Pavia le etichette sono state molto apprezzate per l’abbinamento colorato in contrasto con i colori della foto della città. Anche per chi non conosce Pavia l’impatto della grafica è comunque accattivante e ben equilibrato.

Ti ritieni soddisfatto del risultato ottenuto e della collaborazione con Zero Pixel?

Ho già avuto occasione di lavorare con Zero Pixel che ha seguito il restyling del sito del Birrificio Oltrepò e di alcune campagne social.

Ho subito pensato a Zero Pixel come partner per questo progetto e sono riusciti a centrare l’obiettivo di restyling sia del logo che delle etichette in poco tempo, aiutandomi a mettere splendidamente su carta le idee che avevo comunicato.

Sono molto soddisfatto anche dei volantini che abbiamo studiato a supporto del lancio del progetto: sono di ottimo impatto e rimangono scolpiti nella memoria della gente, aiutandomi a far rinascere un marchio che per la città di Pava era storico ma ormai nel dimenticatoio…

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Presentiamo il libro Change Marketing di Marco Daturi.

Questo libro è scritto per gli imprenditori, i professionisti, i manager e in generale tutti coloro che hanno capito di dover cambiare qualcosa nelle loro attività per poter stare al passo coi tempi.
Oggi, più che mai, è fondamentale riorganizzarsi bene e velocemente per evitare di scivolare nella fase di declino e rilanciare la propria attività.

Il cambiamento fa spesso paura, ma è sempre necessario affrontarlo anche nel lavoro sia per rispondere ad un evento impattante, sia per evitare di scivolare nell’ultima fase naturale del ciclo di vita del prodotto, il declino.

Il Change Marketing è lo strumento chiave per guidare questo cambiamento verso una nuova rotta definita nella visione strategica.

Il metodo per organizzare le attività vede in primis un’analisi preliminare, necessaria per avere un quadro completo della situazione, seguita da una revisione della corporate identity, che si declina poi operativamente su una serie di strumenti funzionali al raggiungimento degli obiettivi.

La corporate identity rappresenta il DNA dell’azienda e ne identifica la vision, la mission e i core values, racchiude la sua cultura, la sua storia e le sue competenze. Ha una personalità ben definita e si esprime con un’immagine e tono di voce propri che, insieme alla value proposition, creano la reputazione aziendale e la brand identity percepita dagli stakeholder esterni.

Viene quindi presentato e approfondito il Corporate Identity Matrix Framework, uno strumento di lavoro utile per fornire una strutturata e comprensibile overview della corporate identity, una guida per la comunicazione per sfruttare al meglio l’identità aziendale valutandone l’impatto reputazionale verso tutti gli stakeholder.

Informazioni

  • Autore: Marco Daturi
  • Titolo: CHANGE MARKETING
  • Sottotitolo: Gestire il cambiamento partendo dalla corporate identity
  • Editore: Libri D’Impresa
  • Anno: 2022
  • Pagine: 222
  • Per acquistare: linkAmazon

Marco Daturi

Marco Daturi – Info sull’autore

Esperto di marketing, Marco Daturi ha lavorato per grandi multinazionali, professionisti e pmi, gestendo centinaia di progetti in settori diversi. 
Considerato un nativo digitale prematuro con tante passioni tra cui la tecnologia e la digitalizzazione.

“Ho scoperto il marketing all’università, e da 30 anni è diventato il mio lavoro. Ho vissuto tanti progetti, conosciuto molte persone e letto centinaia di libri prima di scrivere questo su un argomento fondamentale per poter organizzare il lavoro, la corporate identity.”

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Quando si pensa alla fotografia, spesso vengono in mente gli scatti su fondo bianco dei servizi di still life oppure a quelli realizzati per una pubblicità d’impatto. Il lavoro fotografico può invece essere dedicato a immagini destinate ai canali social, e in questo caso è importante riuscire a organizzare prima del servizio una pianificazione annuale.

L’importanza della pianificazione annuale

Mentre le fotografie di prodotto, se il prodotto non cambia, possiamo usarle più volte prendendole dal nostro archivio, sui social non possiamo farlo ed è per questo che è importante organizzare un shooting fotografico apposito.

La scaletta e gli accessori

Innanzitutto è importante avere una scaletta ben precisa che ci permetta di sapere che cosa ci servirà, non solo come prodotti, ma anche come accessori che andranno ad arricchire di senso le nostre fotografie. Se per esempio dovremo realizzare uno scatto per gli auguri di Natale, è fondamentale avere a disposizione degli accessori iconici come le palline per l’albero, i cappelli o i pacchetti. Per quanto riguarda gli accessori che andremo a utilizzare, tenete presente che non serve necessariamente un budget alto perché spesso bastano poche cose ma significative: il soggetto principale è sempre il prodotto che si sta fotografando. 

Location

Il planning ci consente inoltre di capire quali fotografie possiamo fare in studio e quali invece necessitano di una precisa location, così da poterla individuare per tempo.

I soggetti umani

Se si dovesse aver necessità di soggetti umani si può scegliere di fotografare una o un modello, ma si può fare anche una selezione tra il personale dell’azienda. La fotografia è diversa da un video, dove il protagonista può essere in difficoltà se deve recitare una battuta o muoversi in modo naturale: la foto è una immagine fissa, se ne possono fare una serie da cui scegliere e non richiede tanto tempo come invece può accadere per registrare un video.

Le tempistiche

Per quanto riguarda i tempi, tenete presente che questo tipo di scatti non serve pianificare molte giornate: se si organizza tutto con attenzione, in una o massimo due giornate di scatti si avranno fotografie nuove da utilizzare durante tutte le stagioni dell’anno.

Noi di Zero Pixel realizziamo realizziamo servizi fotografici specifici per la tua attività. Per saperne di più scrivici a info@zeropixel.it!