Il nuovo ScubaPortal multilingua

Da portale storico a piattaforma internazionale: il lavoro di Zero Pixel per il nuovo ScubaPortal multilingua.

Ci sono progetti che non chiedono solo un restyling. Chiedono rispetto, visione e una struttura capace di accompagnare anni di contenuti verso il futuro.

È il caso di ScubaPortal, uno dei portali storici della subacquea italiana, online da 23 anni e oggi protagonista di una trasformazione importante: una nuova piattaforma multilingua progettata per valorizzare un patrimonio editoriale consolidato e aprirlo a una visibilità internazionale.

Per Zero Pixel non si è trattato semplicemente di rifare un sito. Il lavoro è partito da una riflessione strategica precisa: come rendere più forte, più leggibile e più contemporaneo un ecosistema costruito in oltre due decenni di contenuti, contributor, operatori e autorevolezza?

Non un restyling, ma una riorganizzazione strategica

La risposta è stata una nuova architettura informativa, pensata per migliorare l’esperienza dell’utente, dare ordine a una grande mole di materiali, valorizzare le schede degli autori e degli operatori e introdurre strumenti più utili per la navigazione, come le nuove mappe con recensioni.

A questo si aggiunge la struttura multilingua, elemento centrale del progetto, che permette a ScubaPortal di superare i confini storici del portale e di proporsi in modo più efficace anche verso un pubblico internazionale.

I numeri danno bene la misura del lavoro svolto: 23 anni di attività, oltre 370 contributor, 5.683 articoli pubblicati e 1.600 operatori. Un patrimonio che non poteva essere semplicemente trasferito da una piattaforma a un’altra. Doveva essere riorganizzato, ottimizzato e reso più adatto ai nuovi comportamenti digitali.

Un portale progettato per i nuovi ecosistemi AI

Per il team di Zero Pixel questo progetto ha rappresentato anche un terreno concreto su cui applicare un’attenzione costante verso l’evoluzione della tecnologia. Oggi non basta più costruire un sito bello o funzionale. Bisogna progettare piattaforme capaci di essere chiare, accessibili, ben organizzate e comprensibili sia per le persone sia per i nuovi ecosistemi digitali basati sull’intelligenza artificiale.

Non volevamo solo modernizzare l’interfaccia. Volevamo costruire una piattaforma capace di rispettare il valore di 23 anni di lavoro e allo stesso tempo renderlo più visibile, più ordinato e più forte nei nuovi scenari digitali. Oggi un progetto online deve essere pensato non solo per gli utenti, ma anche per il modo in cui i contenuti vengono letti, interpretati e restituiti dai nuovi ecosistemi AI”,

commenta Marco Daturi, fondatore di ScubaPortal.

In questo senso, uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda proprio la capacità di portare il mondo della subacquea anche all’interno dei principali LLM. Per Zero Pixel questo è un tema sempre più centrale: aiutare i brand e i progetti editoriali a costruire una presenza digitale che non si limiti al traffico tradizionale, ma sia pronta anche per i nuovi ambienti conversazionali, dove le persone cercano informazioni, confrontano opzioni e scoprono contenuti in modo diverso rispetto al passato.

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UX, leggibilità e gerarchia delle informazioni

La nuova struttura di ScubaPortal è stata quindi pensata anche per migliorare la leggibilità dei contenuti da parte dei grandi modelli linguistici, attraverso un lavoro di organizzazione, gerarchia informativa, chiarezza delle schede, valorizzazione degli autori e ottimizzazione complessiva dell’ecosistema editoriale. Questo permette di aumentare la probabilità che i contenuti del portale emergano e vengano intercettati anche nei principali ambienti AI.

Non è solo un tema tecnico. È un cambio di prospettiva.
Se prima il focus era soprattutto farsi trovare, oggi conta sempre di più anche essere compresi, riconosciuti e restituiti correttamente nei nuovi canali di risposta.

Per questo UX e ottimizzazione dei contenuti hanno avuto un ruolo centrale nel progetto. L’esperienza utente è stata ripensata per semplificare la navigazione, rendere più intuitivo l’accesso alle informazioni e migliorare la fruizione complessiva del portale. Allo stesso tempo, i contenuti sono stati riorganizzati per essere più coerenti, più leggibili e più efficaci, sia per l’utente umano sia per i sistemi che oggi interpretano il web.

In questo scenario cambia anche il ruolo di Splash, il chatbot dedicato che era stato ipotizzato per accompagnare l’utente all’interno del progetto. Se la piattaforma è costruita nel modo giusto, infatti, non serve più necessariamente spostare il contenuto verso un assistente esterno: possono essere i contenuti stessi a emergere nei principali LLM, portando ScubaPortal e il mondo della subacquea là dove oggi sempre più persone iniziano il proprio percorso informativo.

Dare futuro a una storia lunga 23 anni

Abbiamo lavorato su struttura, organizzazione dei contenuti, apertura internazionale, esperienza utente e nuove logiche di visibilità digitale. Il punto non era fare qualcosa di nuovo a tutti i costi, ma dare nuova forza a qualcosa che aveva già un grande valore. Questo, per noi, è il senso giusto dell’innovazione”, spiegano Simone e Sara.

Il nuovo ScubaPortal è quindi molto più di un nuovo sito. È un progetto che dimostra come tecnologia, contenuti e visione possano lavorare insieme per dare futuro a una storia già importante.
E oggi dare futuro significa anche questo: costruire piattaforme capaci di vivere bene non solo sul web di ieri, ma anche su quello che sta già arrivando.

Marco Daturi
Marco Daturi
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