Film Air: Michael Jordan e la rivoluzione del marketing sportivo

Dal 4 aprile è disponibile in Italia Air – La storia del grande salto. Un film molto atteso di cui diamo una lettura in chiave marketing.
In quest’ottica ci interessa analizzare gli aspetti più interessanti del film, con particolare attenzione al modo in cui si intrecciano mito americano, valore umano, marketing e comunicazione.

LOCANDINA FILM AIR

Air – La storia del grande salto

Il film, diretto e interpretato da Ben Affleck, racconta la storia dell’accordo storico tra Nike e Michael Jordan. Il film, ambientato negli anni ’80, presenta una trama avvincente e un cast stellare, tra cui, oltre a Ben Affleck, Matt Damon, Jason Bateman e Viola Davis.

1984, Beaverton (Oregon). Mentre usciva Born in The USA di Bruce Springsteen, nella sede della Nike il manager Sonny Vaccaro, esperto di basket, è alla ricerca di giovani talenti a cui proporre un contratto di sponsorizzazione, per rilanciare il marchio. Nike all’epoca era infatti fortemente votato al running e copriva una quota di mercato nel basket nettamente inferiori a diretti competitor Converse e Adidas.
Sonny decide di investire tutto il budget messogli a disposizione dalla dirigenza per chiudere un contratto con la stella emergente del basket: Michael Jordan. Per riuscire nel suo obiettivo Sonny deve vincere le resistenze del suo CEO Phil Knight, del manager di Jordan e dello stesso Michael, all’epoca molto più attratto dalle sirene dell’Adidas. La strategia di Sonny si rivela azzardata ma vincente quando decide di far breccia nei sentimenti della mamma di Michael, proponendo per il figlio un ruolo in assoluto primo piano nelle strategie commerciali della Nike ed inventando una scarpa ed una linea di abbigliamento, la Air Jordan, progettata esclusivamente per il giovane campione.

I mitici anni 80

Gli anni ’80 sono stati un periodo di grande prosperità e successo per gli Stati Uniti d’America, sia dal punto di vista economico che culturale. In questo contesto, il film Air – La storia del grande salto ci mostra come la storia dell’accordo tra Nike e Michael Jordan sia in realtà una manifestazione di tutto ciò che caratterizzava quel periodo: l’ascesa del capitalismo, la celebrazione dell’individualismo e la nascita di nuovi modelli di business.

Affleck riesce a catturare l’essenza di quel periodo, sia nella sua ricostruzione accurata degli ambienti, sia nelle dinamiche dei personaggi mettendo in luce le fragilità e le ambizioni dei protagonisti. Il successo è ottenuto da una combinazione di conoscenza, intuizione e tenacia.

Nike e Jordan: una scommessa rivoluzionaria

Uno degli aspetti più interessanti del film è sicuramente la narrazione dell’accordo tra Nike e Michael Jordan, che ha cambiato per sempre il modo in cui le aziende si avvicinano al marketing sportivo. Nike avrebbe normalmente scelto di investire su 2-3 atleti del basket con un budget limitato a 250k$. In quegli anni Nike, infatti, sviluppava la maggior parte dell’attività nel running.

L’idea rivoluzionaria: puntare tutto su un solo atleta di basket, ancora sconosciuto al grande pubblico, e costruire una linea di prodotti interamente dedicata a lui.

Un’apparente follia che ha determinato il successo straordinario di Nike.

Le scarpe sono soltanto scarpe, finché non le indossa qualcuno.

Oltra all’idea vince la cura dei dettagli: la Air Jordan 1 viene prodotta specificamente per Michal Jordan con colorazioni contrarie al regolamento NBA. Viene bandita dalla NBA e Jordan multato per ogni partita a cui ha giocato con la scarpa ai piedi. Questo divieto rende ancora più attraente il brand nei confronti dei consumatori e fa letteralmente volare il prodotto.

La storia dell’accordo viene raccontata attraverso gli occhi di Sonny Vaccaro (interpretato da Matt Damon), un manager della Nike che, contro ogni previsione, decide di puntare su Jordan come volto della campagna pubblicitaria del brand. Vaccaro rappresenta l’emblema dell’audacia e della visione, un uomo che, scommettendo su sé stesso e sul suo istinto, è riuscito a cambiare le regole del gioco e a creare un nuovo modello di successo.

Un personaggio di grande rilievo è Deloris Jordan (interpretata da Viola Davis), la madre di Michael, che si rivela fondamentale nella scelta del figlio di firmare l’accordo con Nike nonostante le sue resistenze. La sua presenza, insieme a quella degli altri membri della famiglia Jordan, sottolinea l’importanza del rapporto umano e delle relazioni personali nel mondo degli affari, un tema che percorre tutto il film e che ne costituisce una delle chiavi di lettura più interessanti.

Dialogo e arte della persuasione nel film Air

Il film mette in luce l’importanza della persuasione e della comunicazione, mostrando come la capacità di convincere gli altri e di presentare le proprie idee in modo efficace possa fare la differenza tra il successo e il fallimento. Questo tema è ben rappresentato dal personaggio di Sonny Vaccaro, che, grazie alla sua abilità di comunicatore, riesce a superare ostacoli apparentemente insormontabili e a portare a termine l’accordo con Jordan. Due dialoghi sono memorabili: il primo durante l’incontro rubato con la madre di Michael e il secondo, cruciale, durante la presentazione di Air Jordan all’intera famiglia durante il quale Sonny illustra il futuro che lo aspetta con Nike:

“Dimentica le scarpe, dimentica i soldi. Farai abbastanza soldi, non avrà importanza. Il denaro può comprarti quasi tutto, non può comprarti l’immortalità. Quella te la devi guadagnare. Ti guarderò negli occhi e ti dirò il tuo futuro. Sei stato escluso dalla tua squadra di basket del liceo … ti trasformeremo in qualcosa che non esiste nemmeno. Cambierai il fottuto mondo. Ma sai cosa? … Ti trasformeremo in qualcosa che non esiste, e questo significa che devi cercare di essere quella cosa tutto il giorno, ogni giorno. Ecco come funziona… Chi sei Michael? Questa sarà la domanda determinante della tua vita. E penso che tu sappia già la risposta, ed è per questo che siamo tutti qui. Una scarpa è solo una scarpa finché qualcuno non ci mette piede. Allora ha un significato. Il resto di noi vuole solo la possibilità di toccare quella grandezza. Abbiamo bisogno di te in queste scarpe non perché tu abbia un significato nella tua vita, ma perché noi abbiamo un significato nella nostra. Tutti a questo tavolo saranno dimenticati non appena il nostro tempo qui sarà scaduto, tranne te. Sarai ricordato per sempre, perché alcune cose sono eterne. Sei Michael Jordan e la tua storia ci farà venire voglia di volare.”

Cultura pop, marketing e Air Jordan

Uno degli aspetti più interessanti del film è sicuramente l’analisi dell’impatto culturale delle Air Jordan e di come queste scarpe siano diventate un simbolo della sneaker culture, dello stile e delle inclinazioni culturali di varie generazioni. Il film mostra come il successo delle Air Jordan sia strettamente legato alla figura di Michael Jordan, il cui carisma e le cui gesta sportive hanno contribuito a creare un’icona popolare che ha influenzato l’immaginario collettivo e la moda degli anni ’80 e ’90.

Il film di Affleck riesce a cogliere questo aspetto con grande sensibilità, mostrando come l’accordo tra Nike e Jordan abbia avuto un impatto profondo non solo sulla storia dello sport e del marketing, ma anche sulla cultura pop e sul modo in cui le persone percepiscono e si rapportano ai loro idoli sportivi.

Film Air, un must-watch

Air – La storia del grande salto è un film che riesce a raccontare con grande maestria e sensibilità una storia affascinante e poco conosciuta del mondo dello sport e del marketing offrendo una visione coinvolgente del mito americano e dell’impatto delle Air Jordan sulla cultura pop e sul marketing sportivo.

Rappresenta un’occasione per riflettere sui temi dell’individualismo, del successo e delle relazioni umane nel mondo degli affari e dello sport, entrando di potenza tra i film must-watch del marketing – oltre ad essere un film imperdibile per tutti gli appassionati di cinema e di sport, basket in particolare.

Marco Daturi
Marco Daturi
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