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generazioni marketing

È fondamentale comunicare alle diverse generazioni e impostare le attività di marketing nel modo corretto. Per farlo bisogna conoscerle bene.

Col passare degli anni e con i cambiamenti socio-economico-culturali sono state clusterizzate diverse generazioni, accumunate da caratteristiche che le contraddistinguono. Pur non amando le generalizzazioni, in questo caso possono essere utili per capire e per poter comunicare nel modo adeguato con le persone che ne fanno parte.

Estratto dal libro CHANGE MARKETING

Dai baby boomers, la generazione che nel dopo guerra ha costruito il mondo per come lo conosciamo, ai nativi digitali della Generazione Z il cambiamento è epocale. L’ultima generazione, Alpha, è ancora in fase di studio.

Sugli anni di segmentazione ci sono modelli discordanti. Per esempio la generazione Z per molti comprende anche i nati nel 2010. Ci atteniamo qui a quanto indicato da Philip Kotler in Marketing 5.0.

Le 5 generazioni e i loro brand
Le 5 generazioni e i loro brand. Fonte: Marketing 5.0 di Philip Kotler

Suddivisione delle generazioni:

  • Baby Boomers: nati tra il 1946 e il 1964.
    Istruzione medio-alta, ribelli, forte orientamento al lavoro e importanti disponibilità economiche, preferiscono brand consolidati e pagare in contanti.
    Guardano la TV, sono su Facebook ma non interagiscono molto.
    Prediligono una comunicazione diretta, faccia a faccia.

  • Generazione X: nati tra il 1965 e il 1980.
    Autonomi, molto propensi all’innovazione sono i digital adopter, i primi ad aver vissuto la trasformazione tecnologica con l’avvento dei computer.
    Sono in bilico tra l’auto-affermazione e l’auto-distruzione, molto attenti all’educazione dei figli e mixano bene i rapporti face-to-face con quelli digitali.
    Ascoltano musica anni 80 e 90, sono devoti alla famiglia e fedeli ai trend della loro giovinezza.
    Il loro media preferito è il computer e sono molto attivi sulle piattaforme social, in particolare Facebook e YouTube.

  • Generazione Y: nati tra il 1981 e il 1996.
    Anche chiamati ‘millennials’, hanno abbracciato la crescita veloce della spinta tecnologica.
    Sono i promotori della sharing economy e spesso condividono casa, auto e oggetti con altre persone.
    Sono sempre connessi su tablet e smartphone, attivi su tutti i principali social media tradizionali in particolare Facebook, Instagram e YouTube.
    Vogliono scegliere i contenuti video e audio e non sopportano le interruzioni.

  • Generazione Z: nati tra il 1997 e il 2009.
    Sono i primi nativi digitali e la tecnologia è una loro naturale estensione funzionale ed espressiva.
    Iperconnessi, veloci e multitasking sui loro smartphone, non sono fedeli ai brand e preferiscono quelli coinvolgenti ed emozionali.
    Hanno un’attenzione bassa, di durata sotto ai 5 secondi e prevalentemente visiva che va intercettata in pochi istanti durante il passaggio da una app ad un’altra.
    Sono attivi su tutti i media, nella realtà virtuale, nei videogiochi e su TikTok.
    Hanno un profilo Facebook che non utilizzano.

  • Generazione Alpha: nati, o che nasceranno, dal 2009 al 2025.
    È la prima generazione nata interamente nel XXI secolo e cresciuta con uno smartphone connesso al ciuccio.
    Abituati a ricevere messaggi istantanei sono sempre collegati a Internet.
    Sono in fase di studio in quanto gli Alpha più anziani hanno oggi 13 anni e questa generazione si sta sviluppando in questi anni.

Tra gli estremi Boomers-Alpha ci sono molteplici sfaccettature, interessanti e utili da approfondire.

Il marketing deve tenere presente questo fattore nelle strategie di comunicazione, mirate sulle buyer persona definite, di cui parleremo in un prossimo articolo.

Lettura completa sul libro: CHANGE MARKETINGAcquista su Amazon

libro change marketing
change-marketing

Presentiamo il libro Change Marketing di Marco Daturi.

Questo libro è scritto per gli imprenditori, i professionisti, i manager e in generale tutti coloro che hanno capito di dover cambiare qualcosa nelle loro attività per poter stare al passo coi tempi.
Oggi, più che mai, è fondamentale riorganizzarsi bene e velocemente per evitare di scivolare nella fase di declino e rilanciare la propria attività.

Il cambiamento fa spesso paura, ma è sempre necessario affrontarlo anche nel lavoro sia per rispondere ad un evento impattante, sia per evitare di scivolare nell’ultima fase naturale del ciclo di vita del prodotto, il declino.

Il Change Marketing è lo strumento chiave per guidare questo cambiamento verso una nuova rotta definita nella visione strategica.

Il metodo per organizzare le attività vede in primis un’analisi preliminare, necessaria per avere un quadro completo della situazione, seguita da una revisione della corporate identity, che si declina poi operativamente su una serie di strumenti funzionali al raggiungimento degli obiettivi.

La corporate identity rappresenta il DNA dell’azienda e ne identifica la vision, la mission e i core values, racchiude la sua cultura, la sua storia e le sue competenze. Ha una personalità ben definita e si esprime con un’immagine e tono di voce propri che, insieme alla value proposition, creano la reputazione aziendale e la brand identity percepita dagli stakeholder esterni.

Viene quindi presentato e approfondito il Corporate Identity Matrix Framework, uno strumento di lavoro utile per fornire una strutturata e comprensibile overview della corporate identity, una guida per la comunicazione per sfruttare al meglio l’identità aziendale valutandone l’impatto reputazionale verso tutti gli stakeholder.

Informazioni

  • Autore: Marco Daturi
  • Titolo: CHANGE MARKETING
  • Sottotitolo: Gestire il cambiamento partendo dalla corporate identity
  • Editore: Libri D’Impresa
  • Anno: 2022
  • Pagine: 222
  • Per acquistare: linkAmazon

Marco Daturi

Marco Daturi – Info sull’autore

Esperto di marketing, Marco Daturi ha lavorato per grandi multinazionali, professionisti e pmi, gestendo centinaia di progetti in settori diversi. 
Considerato un nativo digitale prematuro con tante passioni tra cui la tecnologia e la digitalizzazione.

“Ho scoperto il marketing all’università, e da 30 anni è diventato il mio lavoro. Ho vissuto tanti progetti, conosciuto molte persone e letto centinaia di libri prima di scrivere questo su un argomento fondamentale per poter organizzare il lavoro, la corporate identity.”

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La pratica: L’attività creativa è una scelta quotidiana. Libro di Seth Godin.

Seth Godin è uno scrittore americano che non ha bisogno di presentazioni. Tra le sue opere principali ricordiamo quantomeno ‘La Mucca Viola’ del 2002 o ‘Permission marketing’ del 1999 e la più recente ‘Questo è il marketing’.

Con i suoi contributi Godin ci offre una grossa mano a cambiare in modo radicale il modo di guardare al marketing. Lo fa nel modo che più sentiamo nostro da sempre: marketing come uno strumento per risolvere i problemi della gente, un marketing etico, inbound, non invasivo che costruisce relazioni durature basate su fiducia e condivisione.

Copertina dell’edizione italiana

Il 17 febbraio 2021 esce in Italia il suo ultimo libro ‘La pratica: L’attività creativa è una scelta quotidiana’.
Per non aspettarlo in italiano ho iniziato a leggerlo subito nella sua versione originale in americano ‘The Practice: Shipping Creative Work’ già disponibile da qualche settimana.

Il libro è di facile lettura e comprensione anche in originale e scorre veloce grazie alla suddivisione in ben 219 capitoletti sulle 261 pagine, ringraziamenti compresi. È prodotto in formato tascabile 19×13 cm, cartonato con una sovraccoperta sul retro della quale sono presenti 1.276 volti ripetuti (lasciamo a voi il conteggio dei netti).

La pratica spiega che quella che sembra una barriera è spesso un catalizzatore sotto mentite spoglie. Spesso la magia non viene da quello che si vede sul palco, ma da dietro le quinte, dove si fa il lavoro sporco.” – Peter Gabriel

La pratica: L'attività creativa è una scelta quotidiana

Di cosa parla il libro La pratica: L’attività creativa è una scelta quotidiana

Qualunque lavoro intellettuale è un lavoro creativo. E per padroneggiare la creatività da professionisti c’è una sola via: metterla costantemente in pratica. Il cuore della pratica è la fiducia: fiducia in sé stessi, nel proprio pubblico e nel proprio lavoro. Il blocco creativo è un mito, la costanza conta più dell’ispirazione folgorante e il timore di non essere all’altezza è solo sintomo di umanità e del fatto che state facendo qualcosa a cui tenete davvero.

Con La pratica Seth Godin offre una guida per vincere i blocchi che ci impediscono di far sentire la nostra voce e condividere le nostre idee. E ci lancia un appello accorato a non perdere la fiducia e l’entusiasmo nella scelta quotidiana di esercitare la creatività. Perché se il lavoro creativo non offre garanzie riguardo al risultato, non significa che non valga la pena di svolgerlo. In fondo è proprio questo che lo rende così stimolante.

Punti salienti del libro La pratica: L’attività creativa è una scelta quotidiana

Quando leggo Godin o di altri autori che mi piacciono, tengo una matita a portata di mano per appuntarmi le pagine dove trovo qualcosa di particolare.
Anche in questo caso ho scarabocchiato il libro in diverse occasioni.

Mi ritrovo coinvolto già dalle prime pagine: a pag.20, infatti, Godin scrive ‘Some creators use a blank piece of paper as a trigger.’ (Alcuni creatori usano un pezzo di carta bianco come innesco).
Chi ci conosce sa che per noi il foglio bianco è sempre stato il punto di partenza dove il pixel zero origina tutto il lavoro (il metodo Zero Pixel che ho creato).

La pratica è l’unico modo per sviluppare la propria creatività e non solo. La creatività non ha niente a che fare con le doti o la genetica ma è un’abilità che tutti possono sviluppare.

la pratica

A pag.103 ‘It’s insulting to call a professional talented’ (È offensivo definire un professionista di talento). Anche chi possiede del talento lo deve allenare con la pratica che è scelta più abilità più attitudine (Practice is choice plus skill plus attitude). Senza pratica (e pazienza!) il talento non può essere espresso.

A pag. 129 uno dei concetti più importanti: saper ascoltare. Per poter realizzare il processo creativo è necessario ascoltare con molta attenzione sogni, desideri e bisogni, dei nostri clienti. ‘The process of shipping creative work demands that we truly hear and see the dreams and desires of those we seek to serve.

A pag. 146 ‘Autenticity is a trap’ porta invece un warning interessante ed effettivamente condivisibile solo dopo averlo compreso bene. Vi lasciamo a lettura e riflessione del capitolo 125.

libro la pratica

Raggiungo un po’ di godimento nel capitolo 133 ‘Fake Experts’ unito alla definizione che ha recentemente dato anche durante un’intervista rilasciata sul Sole 24 Ore relativamente agli influencer (Gli influencer sono il passato, caduti nella trappola dei social) ‘Le star del web? Sono hacker egoriferiti legati alle pubbliche relazioni e per giunta scarsamente remunerati’. Per la gioia di Vittorio Sgarbi che il 6 aprile 2019 definiva così ‘L’influencer è un pirla sfaticato che lucra su dei pirla danarosi incapaci di scegliersi da soli un paio di scarpe da pirla.’

Sappiate che seppur un po’ tardi stanno provando a produrre gli influencer da tastiera anche su LinkedIn… fate le vostre riflessioni!

Opinione su La pratica: L’attività creativa è una scelta quotidiana

Per alcuni aspetti il libro potrebbe apparire in prima analisi come una facile banalizzazione di molti concetti. E forse lo è.
O meglio, non servivano 260 pagine di Godin per dirci che la pratica è l’unico modo per sviluppare la creatività, il lavoro, lo sport e più in generale molti aspetti della vita.
Forse non serviva nemmeno Godin per lanciare l’invito a molta gente di smetterla di piangersi addosso e cercare delle scuse per non fare le cose.
Godin forse non serviva nemmeno per declinare la fine degli influencer, l’avevano già fatto Sgarbi e molti altri.

Serviva però Godin a dare ordine a una serie di concetti per evidenziare che non c’è nessun trucco nel processo creativo ma solo pratica, pratica e pratica dove Pratica = scelta + abilità + attitudine.

Lo stile di scrittura di Godin, diretto e unico, rende stimolante e utile i concetti espressi in un libro interessante per tutti più che un’opera di marketing per qualcuno.

Scappa dalla mediocrità, metti in secondo piano la gratificazione, impara nuove skill.

Fai il tuo lavoro, consegnalo, ripeti.

Fai pratica.