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Intervista a Stefano Moretto, Responsabile dell’Offerta Prodotto di Beuchat

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Massimo Boyer ha intervistato Stefano Moretto, Responsabile dell’Offerta Prodotto in Beuchat, società francese che produce attrezzature per la subacquea.

Stefano Moretto intervistato da Massimo Boyer

Ricordo che una delle prime volte che ebbi a che fare con Stefano Moretto fu a Torino. Lui era un giovane biologo marino, tra gli organizzatori di una manifestazione nominata H2TO.

Ne è passata di acqua sotto i ponti, Stefano, che per anni è stato Product Manager per Decathlon e responsabile della linea dedicata agli sport subacquei (Tribord, diventata Subea), all’inizio dell’anno ha sorpreso un po’ tutti annunciando il suo passaggio alla Beuchat. Ma vuoi parlarcene tu?

Caro Massimo, intanto ti dico che sono emozionato… raccontarsi è sempre un momento intimo!

Comunque hai ragione, è proprio il caso di dire che ne è passata di acqua sotto i ponti!

L’anno che ricordi tu, era il 2003, anno internazionale dedicato all’acqua e la manifestazione che ricordi a Torino, era dedicata al mitico Poster di Antibes con personaggi storici come Guido Picchetti, Maria Ghelia, Daniel Mercier e Aldo Torti tra gli altri.

Ma torniamo ai tempi moderni, hai ragione è stata una scelta ponderata…

Partendo dalla visione “Vivere e preservare il mare”, una passione, un marchio e dei prodotti intimamente legati al mare, un universo meraviglioso, ma fragile.

Continuando con i valori di questa azienda storica della subacquea (siamo nel suo 85° anno di vita): la passione e la protezione ambientale (già citate), ma anche l’innovazione, infatti Georges Beuchat è stato un inventore instancabile (nel 1953 inventò la muta isotermica, successivamente lancia la maschera a compensazione e le pinne “a getto”, le famose JetFin) che ha portato la sua società ad essere un marchio all’avanguardia nel panorama delle attività subacquee.

stefano moretto beuchat

Beuchat Italia al momento è chiusa, ma un Italiano in una posizione di responsabilità (in un azienda francese) ci fa pensare che qualcosa di interessante stia bollendo in pentola… Puoi anticiparci qualcosa?

Ovviamente questo è un tranello, oppure stai facendo la sirena per fregarmi…

Quello che posso dire è che dal 2019 c’è una nuova collaborazione con BEST DIVERS per l’Italia e non è poco, ma diciamo che tutte le novità le vedrete direttamente all’Eudi Show a Bologna.

Per il resto il mio ruolo è proprio nel cuore dell’Azienda, essendo il Responsabile del R&D mi sto occupando della Ricerca e Sviluppo dei futuri prodotti di questa azienda per tutti i mercati che stiamo sviluppando nel mondo e per tutti gli sport che abbiamo deciso di seguire (tra gli altri oltre alla subacquea ed alla pesca sub, lo snorkeling, l’apnea, il nuoto in acque libere, ecc…).

stefano moretto beuchat

Torniamo alle origini, in un certo senso. Tu nasci come biologo, e si può dire che non abbia mai abbandonato del tutto la scienza. Dall’inizio infatti curi l’edizione della rivista “Il Pianeta azzurro”, che tratta di acqua a 360° e che compie 15 anni di vita. Segui l’uscita dei libri della “Collana del Faro”. Come concili il tuo impegno nel settore delle attrezzature sub con quello editoriale, dove trovi il tempo?

Che dire in merito alle mie origini con i piedi nell’acqua…

Se proprio vogliamo, effettivamente negli anni ’90 nasco come sportivo (tra gli altri sport, come nuotatore, skipper e subacqueo), appassionato di biologia e giornalismo.

Nel 2000 ho fondato con altri appassionati e con la Docente di Biologia Marina Daniela Pessani (quanta passione e determinazione), la prima associazione di Biologia Marina di Torino presso l’Università (BIO.MA. Torino), ma anche una scuola subacquea, Tritone Scuola Subacquea Torino.

Ma è solamente nel 2003 che integro l’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro ONLUS (oggi WEECNETWORK) per creare il settore “Il Pianeta azzurro” che tra le altre cose ha un sito dedicato ed edita una rivista, oltre ai citati dossier monotematici (della “Collana del Faro”) dedicati al nostro tanto amato (e maltrattato) mare.

Ma per concludere rispondendo direttamente alla domanda… il segreto sta nella fusione della passione con il lavoro.

Infine, tanto per non perdere l’abitudine alle belle immersioni, sei tra i soci fondatori dell’Agusta Eco Resort, in Indonesia, nella selvaggia regione di Papua. In pieno nel paradiso della biodiversità e, a mio parere, delle immersioni subacquee. Quanto tempo dedichi all’Agusta resort?

Diciamo che con l’Agusta Eco Resort è stato “amore a prima vista” (nome dato dall’unica abitante dell’isola), ma qua siamo già in tempi più moderni (intorno al 2010), con alcuni miei amici abbiamo iniziato a cercare un posto ideale nel mondo finchè non l’abbiamo trovato!

Pensa che durante la ricerca sono passato per la fondazione con Vincenzo Pampararo, nel 2006, di AQUAX, il diving più alto del mondo, creato nelle valli olimpiche a 2.100 metri di altezza, durante i XX Giochi Olimpici Invernali di Torino e durante il record di apnea di Mattia Malara, 70 metri lineari sotto il ghiaccio in 1’ e 18’’.

Un bel salto passare dai laghi ghiacciati in quota alle isole della selvaggia regione di Papua.

Ma tornando alla mia “isola del tesoro”, posso dire che il mio impegno è soprattutto di marketing, network e supporto internazionale, infatti abbiamo la fortuna di avere un paio di soci sull’isola che gestiscono totalmente il business.

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Stefano, tu hai fatto immersioni un po’ in tutto il mondo. Qual è il sito dove torneresti, o dove consiglieresti a un amico di prendersi una bella vacanza subacquea?

In questo caso la risposta per me è semplice, ma doppia. Da una parte ovviamente direi la Papua, infatti la sua biodiversità è incredibile ed ogni volta mi stupisce, ma dall’altra direi il nostro caro ed amato (soprattutto se più conosciuto) Mediterraneo. Ho avuto il piacere di fare delle bellissime immersioni in Liguria, ma anche lungo la costa meridionale della Francia (cito per esempio negli anni ’80 ho frequentato spesso le isole di port cros e porquerolles) e quindi non potrei non segnalarlo a tutti. Mettere la testa sotto la superficie dell’acqua è sempre una nuova scoperta, non si smette mai di imparare e di stupirsi.

In uno degli ultimi libretti della “Collana del Faro” intervisti vari personaggi ricostruendo un poco la Storia della Subacquea. Ma chi, tra questi o includendo altri che non hai potuto raggiungere per motivi vari, consideri il tuo modello, il tuo padre putativo subacqueo?

Wow! Qua il rischio diplomatico (e di dimenticare) è altissimo, ma non posso che dire Angelo Mojetta. Ovviamente escludo i presenti.

Scherzi a parte Jacques-Yves Cousteau (con la Calypso), Jacques Mayol (con il film Le Grand Bleu) ed Enzo Maiorca mi hanno ispirato da sempre (quale onore aver intervistato la figlia Patrizia), Pelizzari e Genoni hanno fatto la differenza con i loro record degli anni ’90.

Ci sono anche personaggi “collaterali” che mi hanno ispirato molto, vedi le sfide di Giovanni Soldini e le battaglie di Luna Rossa.

Se devo dire però chi mi ha ispirato in televisione… James Bond ed i suoi film con le imprevedibili scene subacquee e le attrezzature futuristiche.

A questo punto non mi resta che dire di aver chiuso il cerchio sono partito con aver lanciato un marchio nuovo nel mondo della subacquea per poi avere la possibilità di essere integrato in un marchio storico come quello di Beuchat.

Buone bolle a tutti!

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