instagram nasconde i like

Instagram nasconde i like sotto ai post

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Al momento è in roll out anche in Italia l’update di Instagram che nasconde i like sotto ai post. Ma quali sono le ragioni dietro questa scelta?

Perché Instagram nasconde i like sotto i post?

Non vedete più i like sotto i post di Instagram negli ultimi tempi? Ecco la motivazione:

Vediamo innanzitutto quali sono le dichiarazioni ufficiali in merito a questa scelta dei vertici di Instagram, nella persona di Alan Mosseri:

“We don’t want Instagram to be such a competition. We want it to be a place where people spend more of their energy connecting with the people that they love and the things that they care about. We will do things that mean people use Instagram less if we think that they keep people safe or generally create a healthier environment. And I think we have to be willing to do that.”  (“Non vogliamo che instagram sia una competizione. Vogliamo sia un luogo dove le persone possano concentrare le loro energie nel connettersi con persone che amano e cose a cui sono interessate. Anche se vorrà dire che le persone useranno di meno Instagram, faremo le cose in modo che la sicurezza delle persone e un ambiente più salutare siano la priorità. Credo che dobbiamo essere pronti a fare questo.”)

E ancora: “We want your friends to focus on the photos and videos you share, not how many likes they get. You can still see your own likes by tapping on the list of people who’ve liked it, but your friends will not be able to see how many likes your post has received.” (“Vogliamo che i vostri amici si concentrino su foto e video che condividete, non su quanti like ricevano. Potrete ancora vedere i vostri like cliccando sull’elenco di persone a cui sono piaciuti, ma i vostri amici non saranno in grado di vedere quanti like ha ricevuto un vostro post.”)

L’intento dichiarato è quindi quello di ridurre il confronto sociale e i suoi risvolti negativi, soprattutto per gli utenti più giovani.

Impatto negativo di Instagram sui giovani

Uno studio pubblicato su The Royal Society for Public Health nel Regno Unito ha sottolineato come Instagram sia “il peggior social network per la salute mentale e il benessere”, perché la piattaforma contribuisce ad alti livelli di ansia e depressione, tra le altre cose. Soprattutto tra i giovani, c’è un atteggiamento di “confronto e disperazione”, tramite il quale gli utenti provano regolarmente la sensazione che le loro vite non siano all’altezza di ciò che viene postato su altri profili Instagram.

Se a questo fatto aggiungiamo che gli adolescenti cancellano regolarmente i post di Instagram che secondo loro non ottengono abbastanza like, è abbastanza evidente che vi sia un problema più grande alla base. Alla luce di tutto ciò, la rimozione dei like non può essere una cosa negativa, ma dire che sia positiva è un altro paio di maniche.

Certo, non ci saranno più i like, che sono una misura di riprova sociale di per sé, ma le immagini, che vengono identificate come la fonte principale di confronto negativo, sono la parte essenziale di Instagram, perché la piattaforma non potrebbe esistere senza di esse. Ogni mossa che riduca il potenziale che causa ansia è sicuramente utile, ma non risolverà il problema principale, senza che si rimuova la piattaforma nella sua totalità.

Questo esperimento serve anche ad allentare la pressione sulle persone rispetto a ciò che condividono su Instagram: notiamo come ultimamente anche molti influencer si mostrino senza trucco o in modi molto meno costruiti rispetto al passato. L’autenticità, non la perfezione, è la vera chiave del successo.

Quali risvolti per marketer e influencer?

Instagram ha l’intento dichiarato di far concentrare l’attenzione su foto e video che si condividono e non su quanti like ricevono.

Al momento, i brand che vogliono lavorare con Influencer possono utilizzare il numero di like dei post come metro di valutazione: chi ha un milione di follower, ma una dozzina di like sotto i post, probabilmente non è l’influencer che afferma di essere. Con questo cambiamento, questa metrica non sarà più visibile, tranne che per il proprietario del profilo. Si potranno usare i commenti come metrica di coinvolgimento e si potranno chiedere statistiche all’influencer stesso. Ma questa è un passaggio ulteriore che i marketer dovranno ricordarsi di fare per le loro valutazioni.

Già alla fine del 2017 venne pubblicato un report da parte di Facebook in cui ci si chiedeva se i social media siano un bene o un male per noi, e si concluse che se usate correttamente, le piattaforme social possono facilitare connessioni importanti e di valore. La chiave è proprio l’uso corretto: per avere un impatto positivo, i social hanno il dovere di incoraggiare attività che coinvolgano di più invece dello scrolling selvaggio e risposte basiche.

Ai nostri clienti vorremmo ricordare che i like sono una pura metrica di vanità: non fanno vendere più prodotti e non ti portano la gente in negozio. Ciò che è realmente importante è l’instaurare un dialogo coi propri utenti, basato su autenticità, fiducia e scambio di contenuti di valore.

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